L’importanza della manutenzione dei gruppi di continuità
I raddrizzatori, i gruppi statici di continuità UPS e le loro batterie richiedono una manutenzione periodica con severi controllial fine di garantire l’efficienza e l’affidabilità delle apparecchiature, prevenendo malfunzionamenti, danni ai carichi ed alle apparecchiature stesse. Tali controlli sono indispensabili affinché in qualsiasi condizione gli apparati di continuità svolgano la loro funzione evitando la disalimentazione dei carichi.
Tali attività sono normalmente svolte dal personale tecnico delle società costruttrici e da società indipendenti specializzate in questo specifico settore: quello della continuità elettrica.
Tuttavia le aziende che dispongono di squadre manutentive interne dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di fornire ai propri team una conoscenza di base di questi apparati coinvolgendo il proprio personale nell’affidabilità e nella sicurezza degli apparati.
I corsi di formazione sugli UPS consentono di ottimizzare il lavoro di queste squadre.
Infatti, se si desidera raggiungere un buon livello di confidenza nella gestione dei gruppi di continuità e di conversione dell’energia, i manutentori interni necessiteranno di maggiori informazioni, di autonomia operativa e di una maggior comprensione delle situazioni critiche e soprattutto pre-critiche, per poter agire opportunamente ed in sicurezza, avvalendosi poi, eventualmente, delle società esterne specializzate.
I training forniscono agli addetti alla manutenzione tutte le conoscenze pratiche e teoriche di cui dispongono le principali società di manutenzione nel loro lavoro quotidiano.
L’importanza dei corsi per la manutenzione degli UPS per le società di Facility Management
A volte le società di Facility Management, proprio per l’ampio ventaglio di servizi che offrono, necessitano di una maggior conoscenza dei sistemi UPS e delle batterie di accumulatori che devono manutenere con proprie squadre o attraverso aziende in subappalto (sulle quali è necessario operare con specifici controlli tecnici). Questa esigenza di maggior confidenza e controllo richiede una approfondita conoscenza delle procedure fondamentali di manutenzione.
Gli obiettivi di un corso per la manutenzione degli UPS
L’obiettivo è quello di fornire tutte quelle informazioni necessarie per una autonoma gestione della manutenzione di base e delle attività di primo intervento su UPS.
Gli obiettivi i termini generali sono quindi i seguenti:
una conoscenza di base degli UPS, delle loro parti e delle batterie;
comprendere l’importanza della loro manutenzione;
conoscere le principali metodologie ed operazioni di manutenzione;
conoscere le operazioni base per la sostituzione di alcuni componenti;
procedure di montaggio delle batterie; loro controlli manutentivi;
riconoscere le situazioni critiche e precritiche;
conoscere le procedure di sicurezza inerenti le attività manutentive;
conoscere i principali strumenti di lavoro e i DPI;
avere infine consapevolezza che ogni manutenzione dovrebbe concludersi con indicazioni di miglioramento dell’affidabilità e della durabilità dell’UPS.
Un possibile indice di un corso per la manutenzione degli UPS
Conoscenza di base dell’UPS
Le parti di un UPS e le loro funzioni
Stati di funzionamento
Il ciclo di vita del prodotto e le probabilità di guasto
La manutenzione
Fini della manutenzione
Le 3 manutenzioni
Preventiva
Correttiva
Predittiva
La manutenzione preventiva
Procedure di sicurezza iniziali
Le principali operazioni di manutenzione preventiva dell’UPS; quali sono, come eseguirle
Le operazioni di controllo delle batterie
La vita attesa di alcuni componenti
Ventilatori, condensatori, batterie: procedure di sostituzione.
La manutenzione correttiva
Cenni sui casi di manutenzione correttiva più frequenti e su quelli risolvibili con formazione base
La gestione delle chiamate per guasto.
La manutenzione predittiva
L’utilità della manutenzione predittiva
Manutenzione preventiva o globale? Un confronto.
La manutenzione delle batterie
L’importanza dei controlli delle batterie
Batterie esauste e interventi per guasto (statistiche)
Controlli periodici e controlli continui (sistemi di monitoraggio)
I principali parametri di valutazione
Procedure per il montaggio delle batterie
Procedure per lo smaltimento delle batterie
La messa in servizio degli UPS
Controlli preliminari
Procedure per l’installazione
Procedure per la messa in servizio
Gli utensili della manutenzione
DPI
Strumenti di misura
Moduli per il monitoraggio delle batterie
Altri materiali e dispositivi
Un esempio di operazioni manutentive per gli UPS
La manutenzione preventiva annuale o semestrale di un UPS richiede che vengano svolte le seguenti operazioni.
controllo dello stato fisico e pulizia dell’apparecchiatura interna ed esterna;
verifica dei parametri elettrici generali;
controllo della temperatura e della ventilazione dell’UPS e dei locali, incluso il locale batteria ove presente;
controllo serraggi su morsettiera, delle connessioni interne e sulle batterie; controllo eventuali ossidazioni
controllo delle commutazioni
controllo predittivo con telecamera all’infrarosso;
verifica dell’efficienza della batteria di accumulatori;
controllo del ripple di tensione e di corrente in batteria;
verifica situazione parti di consumo: condensatori, vetilatori, batterie
controllo parti di scorta
contenuti e redazione del rapporto di intervento.
FAQ sui corsi per la manutenzione dei gruppi statici di continuità – UPS
Premessa l’importanza della manutenzione preventiva dei gruppi statici di continuità, a chi possono interessare questi corsi?
Questi corsi consentendo una maggior conoscenza degli UPS, delle situazioni critiche e soprattutto pre-critiche, fornendo procedure per gli interventi di primo livello sono rivolti a: – squadre manutentive interne, sempre presenti negli impianti industriali ed in altre attività complesse non necessariamente di produzione. – società di Facility Management
Quanto può durare un corso base di formazione per la manutenzione e il controllo degli UPS?
Il corso base e i momenti di approfondimento possono richiedere 3 giorni lavorativi. Il tempo dipende anche dalla numerosità dei partecipanti. Sarebbe meglio non superare mai le 4-5 persone.
Dove si svolgono i training per la manutenzione degli UPS?
Normalmente presso le sedi dei partecipanti. Tuttavia è bene che parte dei training si svolgano vicino agli UPS. Questo consente di affrontare meglio I diversi argomenti dei corsi.
Quali sono gli obbiettivi di un training sulla manutenzione degli UPS?
L’obiettivo è quello di fornire tutte quelle informazioni necessarie per una autonoma gestione della manutenzione di base e delle attività di primo intervento su UPS. Gli obiettivi i termini generali sono quindi i seguenti: – una conoscenza di base degli UPS, delle loro parti e delle batterie; – comprendere l’importanza della loro manutenzione; – conoscere le principali metodologie ed operazioni di manutenzione; – conoscere le operazioni base per la sostituzione di alcuni componenti; – riconoscere le situazioni critiche e precritiche; – procedure di montaggio delle batterie; loro controlli manutentivi; – conoscere le procedure di sicurezza inerenti le attività manutentive; – conoscere i principali strumenti di lavoro e i DPI.
Perché i corsi sulla manutenzione degli UPS dovrebbero interessare le società di Facility Management?
I corsi sono rivolti al personale delle società di facility management per consentire l’esercizio di un controllo critico sui lavori di manutenzione spesso subappaltati a società esterne.
Il Passaporto della batteria e l’economia circolare
Il passaporto della batterie è un documento digitale che accompagnerà le batterie lungo tutta la catena del valore, seguendone tutte le fasi del ciclo di vita, dalla produzione al riciclaggio, rafforzando così l’obiettivo europeo di promuovere l’economia circolare. Con la solita attitudine della legislazione europea ad utilizzare slogan nel suo linguaggio, quest’insieme di documenti e di procedure è stato definito perentoriamente “Passaporto della batteria”.
Puoi consultare il Regolamento UE 2023/1542cliccando qui.
Il Regolamento, dopo ben 143 considerazioni introduttive, si compone di 96 articoli e 15 allegati.
Gli obiettivi dichiarati: sostenibilità ed economia circolare
Il regolamento vuole garantire l’immissione sul mercato di batterie con bassa emissione di carbonio e ridurre l’utilizzo di materie prime provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea attraverso il riciclaggio interno e quindi rafforzando l’economia circolare, considerata strategica per la competitività dell’Unione. È quest’ultimo un obiettivo molto politico, di parte, poco tecnico e quindi di scarso significato economico.
A favore dei consumatori citiamo solo questi due aspetti positivi: le batterie portatili incorporate in apparecchi dovranno essere rimovibili e sostituibili dall’utente finale entro il 2027. Le batterie dei mezzi di trasporto leggeri potranno essere sostituite anche da un professionista indipendente, slegandosi quindi dall’obbligatorietà di affidarsi a riparatori convenzionati.
A quali batterie si applica il regolamento UE 2023/1542?
Il Regolamento si applica a tutte le nuove batterie immesse sul mercato a prescindere dal luogo di produzione. Si applica a tutta la filiera, coinvolgendo produttori, importatori, distributori e rivenditori, raccoglitori, smaltitori, riutilizzatori. Ognuno avrà le sue responsabilità, sia nella gestione propria che in quella dei passaggi da operatore a operatore.
Il Regolamento riguarda tutte le tipologie di batterie, sia vendute singolarmente che incorporate in un apparato. Per il Regolamento esistono le seguenti tipologie di batterie:
Batterie industriali (utilizzate in impianti di una certa dimensione).
Batterie portatili (inferiori a 5 kg usate in dispositivi elettronici).
Batterie per veicoli elettrici.
Batterie SLI (per avviamento).
Batterie per mezzi di trasporto leggeri (e-bike, monopattini elettrici, ecc.).
Classificazione tecnica e classificazione merceologica – Regolamento UE 2024/1542
Queste due classificazioni dovrebbero coincidere, ma se la classificazione merceologica si fa in base agli utilizzi, l’aspetto tecnico – che dovrebbe essere prevalente – sarà posto in secondo piano.
Per suddivisione tecnica intendiamo la classificazione delle diverse tipologie di batterie in relazione alle specifiche tecniche costruttive. Ogni tecnica è adatta ad uno o più utilizzi. Nel regolamento, anche se sono presi in considerazione aspetti tecnici (carbonio, pericolosità nei trasporti, ecc.), si classificano le batterie in base agli utilizzi, cosa che produrrà qualche confusione.
Commenti al Regolamento UE 2024/1542 e legame con l’economia circolare
Commentare un insieme di norme così corposo non è cosa che si possa fare in un solo articolo. Rinviamo alla lettura di numerosi articoli presenti in Internet ed in particolare alla presentazione del Regolamento 2024/1542 in Certifico, vai al regolamento >>
Non mancano gli aspetti positivi di questa regolamentazione, volta anche a promuovere una maggiore omogeneità legislativa tra gli stati dell’Unione, ma in generale, come spesso accade, l’approccio è oltremodo burocratico e manca un’attenzione prevalente alla qualità del prodotto, alla sua durabilità nei diversi usi.
In Europa la parola chiave è: sostenibilità ambientale (alla quale si aggiunge Resilienza). In questa ottica solo ambientale si guarda alla sicurezza dei materiali, si introduce un’etichettatura specifica e regole per la gestione del fine vita delle batterie. Infine si introduce il passaporto della batteria che, poiché pretende di seguire sull’orbe terracqueo ogni singolo monoblocco, sarebbe meglio chiamare “passaporto del monoblocco” in modo da rendere evidente tutto il peso burocratico che ci attende. Saranno innumerevoli ore di lavoro che ricadranno sui soliti noti. Saranno costi che azzereranno i vantaggi di un maggior riciclo.
Infatti non poteva poi mancare nel Regolamento un più ambizioso obiettivo nel riciclaggio per la raccolta di materiali quali: rame, cobalto, litio e nichel. Raccolta dalla quale il futuro economico-manifatturiero dell’Europa, secondo alcuni, dipende.
Europa e Stati Uniti: approcci diversi all’economia circolare
Negli Stati Uniti, dove non mancano leggi per le batterie e per il loro riciclo, con uno sguardo alla concretezza si è fatto anche un passo in più, anzi un passo in un’altra direzione. Si è guardato alle batterie anche da altri punti di vista:
Affidabilità della batteria come premessa all’affidabilità degli apparati che supporta.
Durabilità della batteria. Risparmio economico, maggior vita della batteria, minori scarti e minori rifiuti tossici.
Per garantire questi obbiettivi, in diversi campi di applicazione – ad esempio quelli delle batterie in siti industriali e nelle telecomunicazioni – sono stati resi OBBLIGATORI controlli manutentivi periodici delle batterie. La legge ne stabilisce la periodicità, obbligando a lasciar traccia dei risultati. Prende poi in considerazione i sistemi automatici di monitoraggio (equivalenti a quelli commercializzati ed installati in Italia da Elettro Services & Equipment: https://my.visme.co/view/w4nwyrek-ita-sbt#s1) e ne promuove l’installazione.
Ancora qualche commento al Regolamento UE 2024/1542
Le principali critiche riscontrabili in diversi documenti ed articoli su Internet sono le seguenti:
Per le aziende la due diligence obbligatoria (mappatura e gestione di tutti i rischi sociali ed ambientali) richiederà un impegno significativo.
Il passaporto digitale, basato su un QR code per tracciare l’origine, la composizione e la vita residua delle batterie, richiederà l’adeguamento di infrastrutture e importanti investimenti. Che non potranno non tradursi in maggiori costi a valle.
Complessità normativa, eccesso burocratico, quindi onerosità a fronte di benefici inadeguati. Quindi un’analisi costi-benefici non favorevole.
Si sottovaluta la complessità di allineare, nelle fasi informative e di gestione dei dati, tutte le parti interessate, rendendo la conformità un compito arduo e oltremodo impegnativo.
Sono prevedibili aumenti dei costi anche relativamente allo smaltimento ed al riciclaggio delle batterie e quindi un incremento del prezzo delle materie prime recuperate.
FAQ sul passaporto delle batterie ed economia circolare
Quando è entrato in vigore il Regolamento UE 2024/1542?
Il Regolamento UE 2024/1542 è entrato in vigore nel 2024. Diversi articoli entreranno in vigore nel corso del 2025, 2026, 2027 e 2028.
A quali batterie si applica il regolamento UE 2023/1542?
Il Regolamento riguarda tutte le tipologie di batterie, sia vendute singolarmente che incorporate in un apparato. Per il Regolamento esistono le seguenti tipologie di batterie: Batterie industriali (utilizzate in impianti di una certa dimensione). Batterie portatili (inferiori a 5 kg usate in dispositivi elettronici). Batterie per veicoli elettrici. Batterie SLI (per avviamento). Batterie per mezzi di trasporto leggeri (e-bike, monopattini elettrici, ecc.).
Cos’è il ‘Passaporto della batteria’?
Si tratta di un documento digitale che accompagnerà le batterie lungo tutta la catena del valore, seguendone tutte le fasi del ciclo di vita, dalla produzione al riciclaggio, in linea con i principi dell’economia circolare.
Qual è l’obiettivo principale che si pone il Regolamento UE 2024/1542?
Il regolamento vuole garantire l’immissione sul mercato di batterie con bassa emissione di carbonio e ridurre l’utilizzo di materie prime provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea attraverso il riciclaggio interno e quindi rafforzando l’economia circolare, considerata strategica per la competitività dell’Unione. È quest’ultimo un obiettivo molto politico, di parte, poco tecnico e quindi di scarso significato economico.
Il Regolamento UE 2024/1542 riguarda anche le batterie portatili?
Sì, il Regolamento UE 2024/1542 riguarda tutte le batterie, anche le portatili, tra le quali le così dette pile. Sono dette portatili tutte le batterie con peso inferiore a 5Kg.
Quali sono le principali guide di approfondimento?
Vi sono molte guide relative al Regolamento 2024/1542. Alcune sono citate nel documento “Linee Guida Dichiarazione Immesso Batterie” del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori. Un’altra guida completa è reperibile sul sito Certifico.
Osserviamo che una classificazione che si basa sugli utilizzi mette in secondo piano gli aspetti tecnico-costruttivi, con una ricaduta rispetto agli obbiettivi di qualità e durabilità della batteria e che produce inoltre incertezza nell’individuazione della categoria di appartenenza nei vari passaggi presenti nello schema a blocchi.
Nel panorama globale delle soluzioni per l’accumulo di energia, il nome Saft batterie è riconosciuto a livello mondiale come un marchio di assoluta eccellenza e pionierismo tecnologico. Lontano dal mercato consumer delle auto tradizionali, Saft si concentra sulla fornitura di batterie ad alte prestazioni e ad alta affidabilità per applicazioni industriali, aeronautiche, spaziali, di difesa e, in modo cruciale, per i sistemi UPS (Uninterruptible Power Supply). Se la continuità operativa, la sicurezza e la resistenza a condizioni estreme sono la tua priorità, le batterie Saft rappresentano la scelta d’elezione.
Le Origini di Saft Batterie: un Pioniere dell’Energia Industriale
La storia di Saft batterie inizia nel 1918 a Bagnolet, in Francia, grazie all’intuizione dell’ingegnere Victor Herold. L’azienda fu tra le prime in Europa a specializzarsi nello sviluppo di batterie al nichel-cadmio (Ni-Cd), una tecnologia innovativa per l’epoca che offriva prestazioni superiori rispetto alle tradizionali batterie al piombo.
Questa scelta tecnologica rese Saft subito un marchio riconosciuto nel settore delle batterie industriali, aprendo nuove possibilità per applicazioni ferroviarie, militari e civili.
Saft Batterie tra le Due Guerre Mondiali
Negli anni ’20 e ’30, Saft si affermò come produttore leader di accumulatori per la sicurezza ferroviaria e le comunicazioni critiche. La qualità e la resistenza dei suoi prodotti resero il marchio un partner strategico per infrastrutture e trasporti.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le batterie Saft giocarono un ruolo fondamentale: vennero impiegate in sistemi di comunicazione, veicoli militari e apparecchiature tattiche, dimostrando la loro affidabilità in condizioni estreme.
L’Espansione Internazionale del Dopoguerra
Dopo il 1945, Saft intraprese una fase di forte espansione internazionale, aprendo stabilimenti e collaborazioni in diversi Paesi. Questo permise al marchio di estendere la propria offerta oltre i confini europei, consolidandosi come uno dei principali attori globali nel settore delle batterie industriali.
In quegli anni, Saft iniziò a fornire batterie non solo per usi militari e ferroviari, ma anche per il settore aerospaziale e per le prime applicazioni di backup energetico in telecomunicazioni e data center.
Saft Batterie e la Conquista dello Spazio
Negli anni ’60 e ’70, le batterie Saft furono protagoniste anche in ambito spaziale. Satelliti, sistemi di bordo e missioni aerospaziali si affidarono a questa tecnologia per la sua durata, resistenza e sicurezza operativa.
Questo consolidò ulteriormente la reputazione dell’azienda come marchio sinonimo di innovazione e affidabilità senza compromessi.
L’Innovazione delle Batterie al Litio
Negli anni ’90 e 2000, Saft fu tra le prime aziende a puntare con decisione sulla tecnologia agli ioni di litio (Li-ion). Una scelta lungimirante che le permise di posizionarsi come leader nel settore delle batterie al litio per UPS, per applicazioni industriali e persino per la mobilità elettrica.
Questa evoluzione tecnologica rese le batterie Saft una delle soluzioni più apprezzate da data center, ospedali, aziende di telecomunicazioni e settori critici dove la continuità elettrica è indispensabile.
L’Ingresso nel Gruppo TotalEnergies
Il 2016 segna una tappa storica: Saft viene acquisita dal gruppo TotalEnergies, colosso mondiale dell’energia. Questa fusione ha permesso all’azienda di potenziare ulteriormente gli investimenti in ricerca e sviluppo, rafforzando la capacità di proporre soluzioni all’avanguardia per le sfide energetiche del futuro.
Grazie al supporto di TotalEnergies, Saft batterie ha ampliato la sua presenza globale, consolidandosi come partner strategico per aziende e istituzioni che richiedono sistemi di accumulo ad alte prestazioni.
Saft Oggi: Eccellenza e Continuità Operativa
Oggi, le batterie industriali Saft sono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni:
Industria ferroviaria → batterie per treni, segnalamento e sistemi di sicurezza.
Difesa e aerospazio → accumulatori per aerei militari, satelliti e missioni critiche.
Telecomunicazioni e data center → soluzioni per garantire la continuità elettrica.
Energia rinnovabile → sistemi di accumulo per stabilizzare la produzione da fonti green.
Con oltre 100 anni di esperienza, Saft rappresenta oggi un punto di riferimento per chi cerca affidabilità, sicurezza e lunga durata. Le batterie Saft per UPS sono progettate per funzionare anche negli scenari più complessi, proteggendo infrastrutture vitali e garantendo la continuità operativa delle aziende.
SAFT e i Sistemi UPS: Garanzia di Continuità Operativa
L’affidabilità delle batterie Saft per i sistemi di alimentazione di emergenza è impareggiabile. I sistemi UPS (Gruppi di Continuità) sono il cuore pulsante dei data center, degli ospedali, delle sale di controllo industriali e delle infrastrutture di telecomunicazione. Quando la rete elettrica principale fallisce, la batteria dell’UPS deve subentrare istantaneamente e garantire l’alimentazione per il tempo necessario a concludere le operazioni o ad avviare un generatore di riserva.
Le soluzioni Saft per UPS si distinguono per l’uso di chimiche di batteria ad altissima performance, spesso alternative ai tradizionali sistemi al Piombo-Acido (VRLA) che dominano il mercato meno critico.
Le batterie al Nichel-Cadmio (Ni-Cd) di Saft, come quelle delle serie Tel.X, sono ancora oggi considerate una scelta superiore per gli ambienti più esigenti e le applicazioni a lungo termine (fino a 20 anni di vita utile). Le loro caratteristiche principali le rendono ideali per UPS industriali:
Resistenza alle Temperature Estreme: Funzionano in modo efficiente in un intervallo di temperatura molto più ampio rispetto al Piombo-Acido, riducendo i costi di raffreddamento.
Immunità al “Morte Improvvisa”: A differenza del Piombo-Acido, le Ni-Cd non sono soggette a fallimenti improvvisi, garantendo una maggiore sicurezza predittiva.
Durata Ciclica Superiore: Possono sopportare un numero elevato di cicli di carica/scarica, essenziale per i sistemi UPS che intervengono frequentemente.
L’Innovazione Litio-Ione di Saft per Data Center
Saft è uno dei principali motori della transizione dai sistemi VRLA al Pi-Acido verso il Litio-Ione (Li-ion) negli UPS dei data center moderni. Questa evoluzione è guidata da vantaggi critici:
Maggiore Densità Energetica: Le batterie Li-ion sono significativamente più piccole e leggere delle loro controparti VRLA, consentendo ai data center di liberare spazio prezioso per le apparecchiature IT.
Ciclo di Vita Prolungato: La tecnologia Li-ion di Saft offre un ciclo di vita superiore, riducendo la frequenza di sostituzione e, di conseguenza, il TCO (Total Cost of Ownership) dell’UPS.
Ricarica Veloce: Le batterie Li-ion possono essere ricaricate molto più rapidamente, aumentando la disponibilità del sistema dopo un’interruzione (Fonte: Saft, Boosting UPS Performance with Lithium-ion battery Technology).
I sistemi Li-ion di Saft per UPS, come le soluzioni basate su tecnologia Super Li-ion, sono dotati di sistemi avanzati di gestione della batteria (BMS) che ne monitorano e ottimizzano le prestazioni e la sicurezza, massimizzando l’affidabilità.
Applicazioni Correlate e Mercati di Riferimento
La leadership di Saft batterie si estende a ogni settore in cui l’energia affidabile è una questione di sicurezza:
Ferroviario: Alimentazione di riserva per la frenata di emergenza, l’illuminazione e i sistemi di comunicazione di treni e metropolitane.
Aeronautico e Difesa: Batterie di avviamento e di emergenza per aerei militari e civili (circa l’80% degli aeromobili commerciali utilizza batterie Ni-Cd Saft – Fonte: Saft, Research & Development).
Industriale e Olio & Gas: Alimentazione di emergenza e sistemi di avviamento per motori in ambienti remoti o ostili.
Manutenzione e Durata delle Batterie Saft
Sebbene le batterie Saft siano note per la loro robustezza e la ridotta necessità di manutenzione (in particolare le versioni sigillate e Li-ion), è fondamentale seguire le indicazioni del produttore. Per le batterie al Nichel e Li-ion, il monitoraggio costante tramite i sistemi BMS è cruciale per garantire che l’autonomia di riserva sia sempre ottimale. L’investimento in batterie Saft si traduce in un TCO vantaggioso a lungo termine, grazie alla loro straordinaria longevità che supera di gran lunga quella di molti prodotti concorrenti.
Qual è la principale differenza tra le batterie Saft e le batterie per auto standard?
Le batterie standard (es. Piombo-Acido per auto) sono ottimizzate per erogare alta potenza per un brevissimo periodo (avviamento). Le batterie Saft (soprattutto Ni-Cd e Li-ion industriali) sono progettate per un’alta affidabilità, una lunga vita in standby (floating), e per erogare potenza costante o ciclica in condizioni operative critiche, come richiesto dagli UPS.
Perché Saft utilizza ancora la tecnologia Nichel-Cadmio (Ni-Cd) per gli UPS industriali?
Nonostante il Cadmio sia tossico, le batterie Ni-Cd di Saft sono preferite in applicazioni critiche come gli UPS e le sottostazioni elettriche per la loro eccezionale resistenza alle alte temperature, la loro longevità (fino a 20 anni) e la loro immunità al fenomeno della “morte improvvisa”. Saft è attiva nel riciclo del Cadmio utilizzato (Fonte: Saft, Nickel-Cadmium Batteries).
Le batterie Li-ion di Saft sono più sicure per gli UPS rispetto al Piombo-Acido (VRLA)?
Le batterie Li-ion di Saft, in particolare quelle al Litio Ferro Fosfato (LFP) utilizzate in molti sistemi UPS, sono estremamente sicure. Sono dotate di un sofisticato Sistema di Gestione della Batteria (BMS) che previene il surriscaldamento e la sovraccarica, offrendo una sicurezza predittiva superiore e un rischio di guasto improvviso quasi nullo rispetto ai VRLA.
Quanto spazio si può risparmiare passando a una soluzione UPS con batterie Saft Li-ion?
Il passaggio dalle batterie VRLA al Piombo-Acido alle soluzioni Li-ion di Saft può portare a una riduzione del volume e del peso del pacco batteria fino al 70%, liberando spazio prezioso nel data center o nell’impianto industriale.
Quali sono i settori di punta in cui Saft è leader mondiale?
Saft è riconosciuta come leader globale nelle batterie per l’aviazione, lo spazio (satelliti, sonde), la difesa, il settore ferroviario e l’alimentazione di emergenza per infrastrutture critiche e industriali.
Dove vengono prodotte le batterie Saft?
Saft è un’azienda globale con stabilimenti produttivi in diversi Paesi, tra cui Francia (sede storica e R&D), Stati Uniti, Cina e India. Le sue attività sono supportate da una solida rete di ricerca e sviluppo.
Le batterie Saft sono adatte per data center?
Sì, le soluzioni al litio e al nichel-cadmio sono ideali per data center grazie all’affidabilità e alla resistenza.
Quali settori utilizzano di più le batterie Saft?
Telecomunicazioni, industria, trasporti, difesa e ospedali sono tra i principali.
Posso usare batterie Saft in ambienti con temperature estreme?
Sì, soprattutto le versioni al Ni-Cd, progettate per resistere a sbalzi termici significativi.
Le Exide batterie sono sinonimo di qualità, affidabilità e tecnologia avanzata. Da oltre un secolo, il marchio rappresenta uno dei leader mondiali nella produzione di accumulatori per auto, moto, veicoli commerciali, applicazioni industriali, sistemi UPS e gruppi di continuità.
La storia di Exide: oltre 130 anni di innovazione
Il marchio Exide Technologies nasce nel 1888 negli Stati Uniti, quando l’imprenditore W.W. Gibbs brevetta una delle prime batterie ricaricabili al piombo. Da allora, Exide ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo dei sistemi di accumulo energetico, diventando un punto di riferimento mondiale nel settore delle batterie per automobili, applicazioni industriali e gruppi di continuità (UPS).
Le tappe fondamentali della storia di Exide
Fine ‘800 – La nascita Exide introduce una delle prime batterie al piombo-ricaricabili, ponendo le basi per un futuro in cui l’energia elettrica sarebbe diventata il motore di mobilità e industria.
Primi del ‘900 – L’era dell’automobile Con la diffusione delle automobili, Exide diventa partner di alcuni tra i più importanti marchi automobilistici, contribuendo allo sviluppo delle prime batterie di avviamento per motori a combustione interna.
Anni ‘20 e ‘30 – Espansione globale L’azienda si consolida negli Stati Uniti e in Europa, introducendo nuove tecnologie di accumulo e potenziando la produzione per soddisfare una domanda crescente.
Seconda Guerra Mondiale – Fornitore militare Durante il conflitto, Exide sviluppa batterie per sommergibili, aerei e veicoli militari, diventando un alleato strategico nella produzione bellica.
Anni ‘50 e ‘60 – Innovazioni civili Exide è tra le prime aziende a lanciare batterie sigillate e senza manutenzione, che rivoluzionano il mercato consumer e industriale.
Anni ‘80 e ‘90 – Diversificazione L’azienda amplia il portafoglio con batterie per trazione elettrica, telecomunicazioni e gruppi di continuità, anticipando la crescente domanda di sistemi di backup energetico.
2000 – Oggi – Leadership globale Exide Technologies è attualmente un marchio internazionale con stabilimenti produttivi e centri di ricerca in Europa, USA e Asia. Le sue soluzioni coprono i settori automotive, industriale, UPS, energia rinnovabile e nautica.
Impegno nella sostenibilità
egli ultimi decenni, Exide ha investito in maniera significativa in riciclo e sostenibilità. Il marchio gestisce impianti dedicati al recupero del piombo e degli elettroliti, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo un modello di economia circolare.
Grazie a queste iniziative, Exide si posiziona non solo come leader tecnologico, ma anche come azienda responsabile nella gestione delle risorse energetiche.
Scegliere Exide batterie significa affidarsi a un marchio con oltre un secolo di esperienza, in grado di offrire:
Tecnologia avanzata: AGM, EFB, GEL, piombo-acido e litio per ogni applicazione.
Ampia gamma: dal settore automotive alla nautica, fino a sistemi industriali e UPS.
Durata e affidabilità: progettate per garantire prestazioni ottimali anche in condizioni estreme.
Sostenibilità: programmi di recupero e riciclo del piombo e degli altri materiali.
Linee principali delle batterie Exide
Linea Exide Batterie
Tecnologia
Applicazioni
Caratteristiche principali
Linea Exide BatterieExide Premium AGM
Tecnologia
AGM
Applicazioni
Auto Start&Stop, flotte
Caratteristiche principali
Elevata resistenza ai cicli, avviamento immediato
Linea Exide BatterieExide EFB
Tecnologia
EFB
Applicazioni
Auto con Start&Stop base
Caratteristiche principali
Più cicli rispetto alle tradizionali, lunga durata
Linea Exide BatterieExide Classic
Tecnologia
Piombo-acido
Applicazioni
Auto tradizionali
Caratteristiche principali
Affidabili e con ottimo rapporto qualità-prezzo
Linea Exide BatterieExide GEL
Tecnologia
GEL
Applicazioni
Moto, scooter, nautica
Caratteristiche principali
Nessuna manutenzione, resistenti a vibrazioni
Linea Exide BatterieExide Marine & Leisure
Tecnologia
AGM/GEL/piombo
Applicazioni
Camper, barche, veicoli ricreativi
Caratteristiche principali
Potenza costante e autonomia elevata
Linea Exide BatterieExide Industrial Power
Tecnologia
AGM, piombo, litio
Applicazioni
UPS, data center, trazione
Caratteristiche principali
Massima sicurezza e continuità operativa
Exide batterie per auto
e batterie auto Exide coprono l’intero mercato, dalle vetture tradizionali ai veicoli ibridi ed elettrici. Le soluzioni AGM ed EFB supportano i moderni sistemi Start&Stop, garantendo affidabilità anche in condizioni urbane con frequenti riavvii del motore.
Exide batterie per moto e scooter
Le batterie moto Exide comprendono modelli al piombo, AGM e GEL, progettati per offrire avviamento sicuro, resistenza alle vibrazioni e zero manutenzione. Perfette per moto sportive, scooter e quad, anche dopo lunghi periodi di inattività.
Exide batterie per nautica e camper
Le linee Marine & Leisure sono dedicate agli appassionati di barche, camper e caravan. Grazie alle tecnologie GEL e AGM, assicurano energia costante anche in condizioni di forte umidità, vibrazioni e cicli di scarica profonda.
Exide batterie per UPS e applicazioni industriali
Un settore in cui Exide eccelle è quello delle batterie per UPS, essenziali nei sistemi di alimentazione di backup per data center, impianti critici, strutture sanitarie, telecomunicazioni e infrastrutture industriali. Le Exide batterie per UPS garantiscono continuità operativa, protezione contro blackout e stabilità elettrica anche in condizioni di instabilità di rete.
Caratteristiche tecniche richieste:
Tecnologia sigillata (VRLA – AGM/GEL): senza manutenzione, senza fuoriuscite di elettrolita
Alta densità energetica: per ridurre ingombri e peso
Alta affidabilità sui cicli: progettate per decine di migliaia di cicli
Durata attesa estesa: vita utile tipica 8-12 anni in condizioni ottimali
Compatibilità meccanica ed elettrica: per sostituzioni in rack standard
La nuova serie Exide Pure Power
Da giugno 2025, Exide introduce la nuova gamma Pure Power, che sostituisce definitivamente la storica serie Sprinter XP. Come evidenziato in un articolo del blog BatterieUPS intitolato “Exide annuncia la sostituzione definitiva della serie Sprinter XP: da giugno 2025 spazio alle nuove batterie Pure Power”, la nuova generazione Pure Power propone miglioramenti significativi:
Incremento di potenza del 10-15 % rispetto alla serie Sprinter XP per scariche fino a 20 minuti
Compatibilità fisica identica: dimensioni e ingombri identici, consentendo una sostituzione diretta senza modifiche ai contenitori o rack esistenti
Durata stimata di 12 anni a 20 °C, con un migliore rapporto €/W (costo per watt)
La fine della produzione della serie Sprinter XP è prevista proprio per giugno 2025, oltre la quale non saranno accettati nuovi ordini per quel modello
Le Pure Power sono progettate per sistemi UPS industriali, infrastrutture critiche e applicazioni dove è richiesta elevata densità di energia
Anche se in genere non è necessario modificare l’UPS per installare le nuove monoblocchi, è consigliabile una verifica tecnica sulla compatibilità
La durata varia in base all’uso e al modello, ma generalmente oscilla tra 4 e 6 anni per le auto, mentre nelle applicazioni industriali possono superare i 10 anni.
Posso usare una batteria per auto Exide per un UPS e viceversa?
No. Le batterie per auto sono progettate per erogare una corrente elevata per un breve periodo (avviamento), mentre quelle per UPS sono ottimizzate per erogare una corrente minore ma costante per un periodo prolungato. L’uso di una batteria non idonea può danneggiare il sistema e compromettere la sicurezza.
Come posso verificare se la mia batteria Exide ha bisogno di essere sostituita?
I segnali più comuni sono un avviamento lento, l’illuminazione del cruscotto che si attenua o una rapida scarica. Per gli UPS, un segnale può essere la diminuzione del tempo di autonomia in caso di blackout
Quali tipologie di batterie per UPS produce Exide?
Exide produce principalmente batterie VRLA (AGM e Gel) e batterie tubolari, ciascuna ottimizzata per specifici ambienti e requisiti di applicazione, garantendo la massima affidabilità in caso di interruzione di corrente.
Quanto incide la temperatura sulla durata?
Molto. Regola pratica: ogni 8–10 °C oltre i 20–25 °C la vita stimata può dimezzarsi. Mantieni le batterie in ambienti climatizzati e con buona ventilazione.
Posso sostituire una sola batteria nel banco UPS?
Sconsigliato. In un string le batterie devono essere coetanee e con parametri simili. Sostituisci tutto il gruppo (o almeno lo string completo) per evitare squilibri di carica/scarica.
Quali vantaggi offrono le nuove serie Exide per UPS (es. evoluzioni di Sprinter/Pure Power)?
Tipicamente: maggiore densità di potenza, migliore rapporto €/W, compatibilità meccanica con i rack esistenti e curve di scarica ottimizzate per intervalli 5–20 minuti (tipiche dei data center).
Il controllo delle batterie è una delle attività più importanti per garantire la continuità operativa di sistemi critici come UPS, raddrizzatori, inverter, gruppi elettrogeni in applicazioni industriali. Oggi, grazie ai moderni sistemi automatici di monitoraggio delle batterie, è possibile ottenere un controllo accurato, continuo e data-driven, riducendo costi e rischi operativi.
I limiti dei controlli tradizionali delle batterie
Quando si parla di manutenzione delle batterie, i metodi classici presentano quattro grandi criticità:
Alti costi: la manutenzione periodica richiede tempo e risorse.
Scarsa precisione: i controlli manuali non riflettono sempre lo stato reale di salute delle batterie.
Rischi nascosti: gli annual check-up non rivelano cosa accade tra una verifica e l’altra.
Rischi per la sicurezza: gli operatori sono esposti a rischi durante i test manuali.
Questi limiti rendono evidente la necessità di un approccio più evoluto al controllo delle batterie.
La soluzione: manutenzione data-driven
La risposta a questi problemi si trova nei sistemi di monitoraggio continuo delle batterie, basati sulla raccolta automatica dei dati. Questa tecnologia consente di:
raccogliere informazioni in tempo reale;
rilevare anomalie in anticipo;
isolare i blocchi difettosi;
ridurre i costi di gestione e manutenzione;
migliorare la sicurezza complessiva degli impianti.
Caratteristiche dei sistemi di controllo batterie
I moderni Battery Monitoring Systems (BMS) presentano caratteristiche chiave che li rendono indispensabili:
BMS Unit: compatto e ad alta precisione.
Parametri monitorati: tutti i parametri fondamentali per verificare l’efficienza delle batterie, carica, sicurezza termica e connessioni.
Comunicazione e allarmi: dashboard web e mobile, allarmi e interfaccia HMI.
Facile installazione: kit di cablaggio rapido e supporto tecnico globale.
I benefici del monitoraggio delle batterie
L’adozione di un sistema automatico di controllo batterie porta vantaggi concreti:
Affidabilità totale: sistemi sempre attivi.
Rilevazione rapida: individuazione immediata dei monoblocchi difettosi.
Sicurezza prima di tutto: eliminazione dei rischi di incendio e thermal runaway.
Ottimizzazione dei costi: vita utile più lunga e meno sostituzioni.
Ricarica monitorata: riduzione dello stress sulle batterie.
ROI e vantaggi economici
Il ritorno sull’investimento (ROI) di un sistema di controllo delle batterie è estremamente vantaggioso:
basta prevenire un singolo guasto per ripagare l’intero investimento;
si riduce lo spreco, con benefici economici e ambientali;
la rilevazione precoce dei difetti semplifica le procedure di garanzia;
risparmio medio del 24% in 6 anni e riduzione del 60-70% del tempo impiegato per i controlli.
Con o senza monitoraggio?
La differenza tra un impianto dotato di monitoraggio continuo e uno basato su controlli manuali è netta:
Con monitoraggio continuo: sempre attivo, sicuro e pronto all’azione.
Con controlli manuali: maggiore rischio di guasti, blackout, incendi, perdite di acido, guasti ai collegamenti e vita utile ridotta.
Mercati e applicazioni del controllo batterie
I sistemi di controllo delle batterie trovano applicazione in diversi settori:
UPS – per la continuità operativa nelle aziende e nei data center.
Telecomunicazioni – per garantire stabilità nelle reti di trasmissione.
Utility – per impianti energetici e industriali.
Oggi esistono oltre 15 modelli di BMS disponibili, completi di software e moduli aggiuntivi, adatti a ogni contesto operativo.
Accesso ai dati in tempo reale
Uno dei punti di forza del controllo batterie moderno è la possibilità di consultare i dati in tempo reale, da qualsiasi dispositivo web o mobile. Questo permette ai responsabili di impianti e manutenzione di avere sempre sotto controllo parametri critici come tensione, corrente, temperatura e stato di carica.
Testimonianze reali
Con oltre 10.000 unità installate, i sistemi Elettro hanno dimostrato la loro efficacia:
Aref Ali Moghimi, Emirates Global Aluminium: “La nostra collaborazione con Elettro ha migliorato i protocolli di sicurezza e permesso di ottenere risparmi significativi”
Nikolaos Kotsanis, Motor Oil Hellas: “Con il sistema di monitoraggio di Elettro abbiamo rilevato precocemente batterie difettose, evitato shutdown e prolungato la vita operativa dei sistemi”
Tabella riassuntiva – Vantaggi del controllo batterie
Confronto: controllo manuale vs controllo batterie con BMS
Aspetto
Controllo manuale
Controllo batterie con BMS
Costi
Elevati, ricorrenti
Ottimizzati e ridotti
Precisione
Limitata
Elevata, data-driven
Sicurezza
Operatori esposti
Rischi ridotti al minimo
Affidabilità
Bassa, rischio blackout
Totale continuità operativa
ROI
Difficile da calcolare
Misurabile e rapido
Vita utile batterie
Ridotta
Prolungata
Conclusione
Il controllo delle batterie non è più un optional, ma una necessità per chi lavora con sistemi critici. I vantaggi in termini di sicurezza, affidabilità e riduzione dei costi rendono il monitoraggio automatico una scelta obbligata per aziende di ogni settore.
Per approfondire consulta la nostra presentazione che introduce ad una maggiore consapevolezza dell’importanza dei sistemi di monitoraggio delle batterie, clicca qui >>
Nei data center e negli ambienti industriali, la continuità elettrica non è un optional. In...
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