Il Passaporto della batteria e l’economia circolare
Il passaporto della batterie è un documento digitale che accompagnerà le batterie lungo tutta la catena del valore, seguendone tutte le fasi del ciclo di vita, dalla produzione al riciclaggio, rafforzando così l’obiettivo europeo di promuovere l’economia circolare.
Con la solita attitudine della legislazione europea ad utilizzare slogan nel suo linguaggio, quest’insieme di documenti e di procedure è stato definito perentoriamente “Passaporto della batteria”.
Puoi consultare il Regolamento UE 2023/1542 cliccando qui.
Il Regolamento, dopo ben 143 considerazioni introduttive, si compone di 96 articoli e 15 allegati.
Gli obiettivi dichiarati: sostenibilità ed economia circolare
Il regolamento vuole garantire l’immissione sul mercato di batterie con bassa emissione di carbonio e ridurre l’utilizzo di materie prime provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea attraverso il riciclaggio interno e quindi rafforzando l’economia circolare, considerata strategica per la competitività dell’Unione. È quest’ultimo un obiettivo molto politico, di parte, poco tecnico e quindi di scarso significato economico.
A favore dei consumatori citiamo solo questi due aspetti positivi: le batterie portatili incorporate in apparecchi dovranno essere rimovibili e sostituibili dall’utente finale entro il 2027. Le batterie dei mezzi di trasporto leggeri potranno essere sostituite anche da un professionista indipendente, slegandosi quindi dall’obbligatorietà di affidarsi a riparatori convenzionati.
A quali batterie si applica il regolamento UE 2023/1542?
Il Regolamento si applica a tutte le nuove batterie immesse sul mercato a prescindere dal luogo di produzione.
Si applica a tutta la filiera, coinvolgendo produttori, importatori, distributori e rivenditori, raccoglitori, smaltitori, riutilizzatori. Ognuno avrà le sue responsabilità, sia nella gestione propria che in quella dei passaggi da operatore a operatore.
Il Regolamento riguarda tutte le tipologie di batterie, sia vendute singolarmente che incorporate in un apparato. Per il Regolamento esistono le seguenti tipologie di batterie:
- Batterie industriali (utilizzate in impianti di una certa dimensione).
- Batterie portatili (inferiori a 5 kg usate in dispositivi elettronici).
- Batterie per veicoli elettrici.
- Batterie SLI (per avviamento).
- Batterie per mezzi di trasporto leggeri (e-bike, monopattini elettrici, ecc.).
Classificazione tecnica e classificazione merceologica – Regolamento UE 2024/1542
Queste due classificazioni dovrebbero coincidere, ma se la classificazione merceologica si fa in base agli utilizzi, l’aspetto tecnico – che dovrebbe essere prevalente – sarà posto in secondo piano.
Per suddivisione tecnica intendiamo la classificazione delle diverse tipologie di batterie in relazione alle specifiche tecniche costruttive. Ogni tecnica è adatta ad uno o più utilizzi.
Nel regolamento, anche se sono presi in considerazione aspetti tecnici (carbonio, pericolosità nei trasporti, ecc.), si classificano le batterie in base agli utilizzi, cosa che produrrà qualche confusione.
Commenti al Regolamento UE 2024/1542 e legame con l’economia circolare
Commentare un insieme di norme così corposo non è cosa che si possa fare in un solo articolo. Rinviamo alla lettura di numerosi articoli presenti in Internet ed in particolare alla presentazione del Regolamento 2024/1542 in Certifico, vai al regolamento >>
Non mancano gli aspetti positivi di questa regolamentazione, volta anche a promuovere una maggiore omogeneità legislativa tra gli stati dell’Unione, ma in generale, come spesso accade, l’approccio è oltremodo burocratico e manca un’attenzione prevalente alla qualità del prodotto, alla sua durabilità nei diversi usi.
In Europa la parola chiave è: sostenibilità ambientale (alla quale si aggiunge Resilienza). In questa ottica solo ambientale si guarda alla sicurezza dei materiali, si introduce un’etichettatura specifica e regole per la gestione del fine vita delle batterie. Infine si introduce il passaporto della batteria che, poiché pretende di seguire sull’orbe terracqueo ogni singolo monoblocco, sarebbe meglio chiamare “passaporto del monoblocco” in modo da rendere evidente tutto il peso burocratico che ci attende. Saranno innumerevoli ore di lavoro che ricadranno sui soliti noti.
Saranno costi che azzereranno i vantaggi di un maggior riciclo.
Infatti non poteva poi mancare nel Regolamento un più ambizioso obiettivo nel riciclaggio per la raccolta di materiali quali: rame, cobalto, litio e nichel. Raccolta dalla quale il futuro economico-manifatturiero dell’Europa, secondo alcuni, dipende.
Europa e Stati Uniti: approcci diversi all’economia circolare
Negli Stati Uniti, dove non mancano leggi per le batterie e per il loro riciclo, con uno sguardo alla concretezza si è fatto anche un passo in più, anzi un passo in un’altra direzione. Si è guardato alle batterie anche da altri punti di vista:
- Affidabilità della batteria come premessa all’affidabilità degli apparati che supporta.
- Durabilità della batteria. Risparmio economico, maggior vita della batteria, minori scarti e minori rifiuti tossici.
Per garantire questi obbiettivi, in diversi campi di applicazione – ad esempio quelli delle batterie in siti industriali e nelle telecomunicazioni – sono stati resi OBBLIGATORI controlli manutentivi periodici delle batterie.
La legge ne stabilisce la periodicità, obbligando a lasciar traccia dei risultati. Prende poi in considerazione i sistemi automatici di monitoraggio (equivalenti a quelli commercializzati ed installati in Italia da Elettro Services & Equipment: https://my.visme.co/view/w4nwyrek-ita-sbt#s1) e ne promuove l’installazione.
L’Europa guarda alla sostenibilità con un Regolamento di numerose pagine:
https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/1542/oj?locale=it
Gli Stati Uniti, ove non mancano leggi per la sicurezza ed il riciclo, sono più attenti all’efficienza dei sistemi:
https://www.nerc.com/Pages/default.aspx
Ancora qualche commento al Regolamento UE 2024/1542
Le principali critiche riscontrabili in diversi documenti ed articoli su Internet sono le seguenti:
- Per le aziende la due diligence obbligatoria (mappatura e gestione di tutti i rischi sociali ed ambientali) richiederà un impegno significativo.
- Il passaporto digitale, basato su un QR code per tracciare l’origine, la composizione e la vita residua delle batterie, richiederà l’adeguamento di infrastrutture e importanti investimenti. Che non potranno non tradursi in maggiori costi a valle.
- Complessità normativa, eccesso burocratico, quindi onerosità a fronte di benefici inadeguati. Quindi un’analisi costi-benefici non favorevole.
- Si sottovaluta la complessità di allineare, nelle fasi informative e di gestione dei dati, tutte le parti interessate, rendendo la conformità un compito arduo e oltremodo impegnativo.
- Sono prevedibili aumenti dei costi anche relativamente allo smaltimento ed al riciclaggio delle batterie e quindi un incremento del prezzo delle materie prime recuperate.
FAQ sul passaporto delle batterie ed economia circolare
Quando è entrato in vigore il Regolamento UE 2024/1542? Il Regolamento UE 2024/1542 è entrato in vigore nel 2024. Diversi articoli entreranno in vigore nel corso del 2025, 2026, 2027 e 2028.
A quali batterie si applica il regolamento UE 2023/1542? Il Regolamento riguarda tutte le tipologie di batterie, sia vendute singolarmente che incorporate in un apparato. Per il Regolamento esistono le seguenti tipologie di batterie:
Batterie industriali (utilizzate in impianti di una certa dimensione).
Batterie portatili (inferiori a 5 kg usate in dispositivi elettronici).
Batterie per veicoli elettrici.
Batterie SLI (per avviamento).
Batterie per mezzi di trasporto leggeri (e-bike, monopattini elettrici, ecc.).
Cos’è il ‘Passaporto della batteria’? Si tratta di un documento digitale che accompagnerà le batterie lungo tutta la catena del valore, seguendone tutte le fasi del ciclo di vita, dalla produzione al riciclaggio, in linea con i principi dell’economia circolare.
Qual è l’obiettivo principale che si pone il Regolamento UE 2024/1542? Il regolamento vuole garantire l’immissione sul mercato di batterie con bassa emissione di carbonio e ridurre l’utilizzo di materie prime provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea attraverso il riciclaggio interno e quindi rafforzando l’economia circolare, considerata strategica per la competitività dell’Unione. È quest’ultimo un obiettivo molto politico, di parte, poco tecnico e quindi di scarso significato economico.
Il Regolamento UE 2024/1542 riguarda anche le batterie portatili? Sì, il Regolamento UE 2024/1542 riguarda tutte le batterie, anche le portatili, tra le quali le così dette pile. Sono dette portatili tutte le batterie con peso inferiore a 5Kg.
Quali sono le principali guide di approfondimento? Vi sono molte guide relative al Regolamento 2024/1542.
Alcune sono citate nel documento “Linee Guida Dichiarazione Immesso Batterie” del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori.
Un’altra guida completa è reperibile sul sito Certifico.
Osserviamo che una classificazione che si basa sugli utilizzi mette in secondo piano gli aspetti tecnico-costruttivi, con una ricaduta rispetto agli obbiettivi di qualità e durabilità della batteria e che produce inoltre incertezza nell’individuazione della categoria di appartenenza nei vari passaggi presenti nello schema a blocchi.