Un UPS PLC industriale protegge PLC, moduli I/O, HMI, PC industriali, switch e sistemi di controllo dalle interruzioni elettriche. Il dimensionamento deve considerare carico reale, tensione AC o DC, autonomia richiesta, condizioni ambientali e modalità di arresto della macchina. Proteggere il circuito di controllo, senza alimentare indiscriminatamente tutti i carichi di potenza, consente spesso di ottenere una soluzione più efficace e sostenibile.
Un UPS per PLC mantiene alimentati i dispositivi che controllano la linea di produzione durante blackout, microinterruzioni e cali di tensione. Una protezione correttamente dimensionata permette al sistema di continuare a funzionare per il tempo necessario oppure di eseguire un arresto controllato, riducendo il rischio di perdita dei dati, blocco dei processi e danneggiamento dei componenti.
Perché un PLC deve essere protetto da un UPS
Il PLC è il componente che coordina sequenze, consensi, temporizzazioni, sensori, attuatori e condizioni di sicurezza della macchina. Anche quando il suo assorbimento elettrico è contenuto, un’interruzione improvvisa può fermare l’intero processo produttivo.
Un blackout non è l’unico evento da considerare. Il funzionamento dell’automazione può essere compromesso anche da:
microinterruzioni della rete;
abbassamenti momentanei di tensione;
sovratensioni e transitori;
disturbi generati da motori e azionamenti;
commutazioni dell’impianto elettrico;
riavvii non coordinati dei dispositivi;
alimentatori industriali instabili o sovraccarichi.
Il problema non è soltanto lo spegnimento del PLC. Una perdita improvvisa dell’alimentazione può lasciare una lavorazione incompleta, interrompere la comunicazione tra dispositivi, cancellare dati temporanei oppure rendere necessario il ripristino manuale della macchina.
Un UPS per automazione industriale crea una riserva energetica tra la rete e i carichi di controllo. Questa riserva può superare una breve perturbazione, mantenere attiva la supervisione oppure dare al sistema il tempo necessario per portare la macchina in una condizione sicura.
Siemens, ad esempio, descrive applicazioni nelle quali una continuità in corrente continua consente l’arresto controllato di controllori SIMATIC e sistemi di supervisione WinCC in caso di mancanza dell’alimentazione. La soluzione dimostra perché il backup debba essere progettato insieme alla logica di automazione e non considerato come un semplice accessorio elettrico.
Quali componenti della linea di produzione proteggere
Un UPS industriale non deve necessariamente alimentare tutta la macchina. In molti impianti è più efficace individuare i componenti indispensabili per mantenere il controllo del processo o realizzare un arresto ordinato.
I carichi normalmente protetti comprendono:
PLC e moduli di espansione;
moduli di ingresso e uscita;
pannelli operatore HMI;
PC industriali e panel PC;
sistemi SCADA;
switch Ethernet industriali;
gateway e dispositivi di comunicazione;
sensori necessari alla messa in sicurezza;
sistemi di acquisizione dati;
alimentatori del circuito di comando;
controllori di movimento, quando richiesto dal processo.
L’obiettivo deve essere definito prima del dimensionamento. Un impianto può richiedere pochi secondi per superare una microinterruzione, alcuni minuti per salvare dati e ricette oppure un’autonomia superiore per continuare temporaneamente la produzione.
Proteggere il controllo non significa necessariamente mantenere in movimento tutta la linea. Motori, resistenze, compressori, pompe e azionamenti possono richiedere potenze molto più elevate rispetto a PLC e HMI. Collegarli allo stesso UPS senza una valutazione specifica può rendere il sistema inutilmente costoso o causare sovraccarichi.
UPS AC o UPS DC per il PLC?
La scelta tra UPS in corrente alternata e UPS in corrente continua dipende dall’architettura del quadro elettrico e dai dispositivi che devono essere mantenuti attivi.
Un UPS AC riceve normalmente la tensione di rete e fornisce in uscita una tensione alternata stabilizzata. Può proteggere alimentatori, PC industriali, monitor, apparati di rete e altri dispositivi alimentati a 230 V.
Un UPS DC, invece, viene generalmente installato sul circuito a 24 V in corrente continua. Può alimentare direttamente PLC, moduli I/O, HMI, sensori e componenti di automazione compatibili con quella tensione.
I moduli UPS DC per guida DIN permettono di realizzare una continuità compatta all’interno del quadro. Soluzioni industriali di questo tipo sono disponibili con differenti correnti di uscita, sistemi di accumulo e funzioni di diagnostica. Siemens indica, ad esempio, moduli DC UPS dedicati alla continuità dell’alimentazione a 24 V, mentre Phoenix Contact propone sistemi modulari nei quali alimentatore, UPS ed elemento di accumulo possono essere selezionati in funzione del carico.
Confronto tra UPS AC e UPS DC
Soluzione
Carichi protetti
Vantaggi principali
Quando valutarla
UPS AC
Alimentatori, PC industriali, monitor, switch e dispositivi a 230 V
Può proteggere più dispositivi con differenti tensioni di alimentazione
Quando il quadro comprende diversi carichi alimentati in corrente alternata
UPS DC 24 V
PLC, I/O, HMI, sensori, gateway e circuiti di controllo
Compatto, integrabile nel quadro e privo di doppia conversione AC/DC sui carichi a 24 V
Quando i carichi essenziali funzionano prevalentemente a 24 V DC
Sistema combinato
Circuiti AC e DC, supervisione, rete industriale e automazione
Protezione selettiva e maggiore flessibilità progettuale
Negli impianti complessi o con più livelli di controllo
Non esiste una soluzione universalmente migliore. In alcuni quadri è sufficiente un UPS DC per mantenere attivi il PLC e la rete industriale. In altri è necessario proteggere anche un PC di supervisione, un alimentatore AC o un sistema di archiviazione.
Perché non conviene collegare indiscriminatamente tutta la macchina
Il dimensionamento di un UPS PLC deve partire dalla separazione tra carichi di controllo e carichi di potenza.
PLC, HMI e dispositivi di rete assorbono normalmente una potenza relativamente contenuta e prevedibile. Motori, elettromandrini, pompe, resistenze e inverter possono invece presentare consumi elevati, correnti di spunto e variazioni rapide del carico.
Collegare tutti questi componenti allo stesso UPS può determinare:
aumento rilevante della potenza richiesta;
maggiore capacità delle batterie;
necessità di protezioni e cablaggi più importanti;
riduzione dell’autonomia;
rischio di sovraccarico durante gli avviamenti;
costi di acquisto e manutenzione superiori.
Una soluzione più razionale può mantenere attivi il PLC, i circuiti di comando e i dispositivi necessari alla sicurezza, lasciando che i carichi di potenza vengano arrestati secondo una sequenza programmata.
Quando è indispensabile mantenere in funzione anche motori o azionamenti, la progettazione deve considerare la potenza reale, il profilo dinamico del carico, le correnti di avvio e la compatibilità tra UPS e drive. Questa applicazione non deve essere dimensionata sommando semplicemente le potenze riportate sulle targhe.
Come dimensionare un UPS per PLC e automazione
Il dimensionamento corretto parte dal comportamento che la linea deve assumere quando manca la rete. Solo dopo aver definito questa strategia si possono scegliere potenza, tecnologia e capacità delle batterie.
1. Individuare i carichi realmente critici
Il primo passaggio consiste nel distinguere ciò che deve restare alimentato da ciò che può spegnersi immediatamente.
Per ogni componente è utile registrare:
tensione di alimentazione;
assorbimento nominale;
assorbimento massimo;
eventuale corrente di spunto;
funzione svolta;
tempo minimo di funzionamento richiesto;
conseguenze dello spegnimento improvviso.
Questa analisi evita di sovradimensionare l’UPS e rende più semplice creare circuiti separati per controllo, comunicazione e potenza.
2. Misurare l’assorbimento reale
La somma delle potenze nominali è soltanto un punto di partenza. Il carico effettivo può variare in base allo stato della macchina, al numero di moduli attivi, agli accessori installati e alle espansioni realizzate nel tempo.
Il valore deve essere verificato nelle condizioni operative più gravose prevedibili. Bisogna inoltre distinguere tra watt, voltampere, corrente continua e corrente alternata.
Un UPS che appare adeguato sulla carta può non sostenere il carico durante il blackout se è sottodimensionato, se le batterie sono degradate o se il carico è aumentato dopo l’installazione. La guida dedicata a un UPS che non regge il carico approfondisce le verifiche da eseguire quando il sistema si spegne prematuramente.
3. Definire l’autonomia necessaria
L’autonomia non deve essere scelta in modo generico. Deve corrispondere al tempo richiesto dal processo.
Una linea può avere bisogno di:
pochi secondi per superare una microinterruzione;
alcuni minuti per completare una fase;
tempo sufficiente per salvare dati e ricette;
un arresto controllato di PLC e PC industriali;
continuità fino all’avvio di un gruppo elettrogeno;
un periodo prolungato di funzionamento dei sistemi di controllo.
La durata effettiva dipende dal carico reale, dalla capacità disponibile, dal rendimento del sistema, dalla temperatura e dallo stato degli accumulatori. Per questo il calcolo deve essere verificato con i dati tecnici delle batterie e con un adeguato margine di progetto.
Nella guida sull’autonomia UPS spieghiamo perché lo stesso banco batterie può fornire durate molto diverse al variare del carico e delle condizioni operative.
4. Considerare ampliamenti e tolleranze
Una linea produttiva può essere modificata nel corso degli anni. Possono essere aggiunti moduli I/O, telecamere, gateway, sistemi di visione, switch, sensori o PC industriali.
Il dimensionamento deve quindi includere un margine ragionevole, senza trasformarlo in un sovradimensionamento indiscriminato. Il margine deve coprire le normali tolleranze, il possibile degrado delle batterie e gli ampliamenti già prevedibili.
5. Verificare l’ambiente di installazione
Un UPS installato in uno stabilimento può essere esposto a condizioni molto diverse rispetto a un apparato collocato in un ufficio.
Devono essere valutati:
temperatura minima e massima;
polvere e particelle;
umidità;
vibrazioni;
ventilazione del quadro;
presenza di sostanze aggressive;
spazio disponibile;
accessibilità per la manutenzione;
compatibilità elettromagnetica;
grado di protezione richiesto.
Schneider Electric distingue espressamente le applicazioni UPS industriali destinate al controllo e agli ambienti difficili dalle normali applicazioni di continuità per uffici o piccoli sistemi informatici.
6. Verificare la selettività delle protezioni
Un guasto su un dispositivo secondario non dovrebbe spegnere l’intero circuito di automazione. La distribuzione a valle dell’UPS deve quindi prevedere protezioni coordinate e, dove necessario, circuiti separati.
La selettività aiuta a mantenere attivi PLC e sistemi essenziali anche quando un sensore, un modulo o un ramo dell’impianto presenta un’anomalia.
UPS online o line-interactive per una linea di produzione?
UPS online o line-interactive per una linea di produzione?
La tecnologia dell’UPS deve essere scelta in base alla sensibilità dei carichi, alla qualità della rete e alla criticità del processo.
Un UPS line-interactive può correggere alcune variazioni della tensione e intervenire con le batterie quando la rete esce dai limiti previsti. Può essere adatto a carichi non particolarmente critici e ad ambienti con una rete sufficientemente stabile.
Un UPS online a doppia conversione alimenta invece il carico attraverso la conversione dell’energia, separandolo maggiormente dalle variazioni della rete. Questa architettura viene spesso valutata per PLC, sistemi di supervisione, controllo macchina e processi nei quali la qualità dell’alimentazione è particolarmente importante.
La scelta non deve dipendere soltanto dal nome della tecnologia. È necessario verificare:
forma d’onda in uscita;
tempo di trasferimento;
compatibilità con gli alimentatori;
capacità di gestire carichi non lineari;
sovraccarico ammesso;
bypass statico o manuale;
rendimento;
possibilità di espansione;
comunicazione con il sistema di controllo.
La serie IEC 62040 comprende i riferimenti tecnici utilizzati per sicurezza, prestazioni e prove dei sistemi statici di continuità. In particolare, la IEC 62040-1 riguarda i requisiti di sicurezza, mentre la IEC 62040-3 definisce metodi di specifica delle prestazioni e requisiti di prova degli UPS completi.
Come integrare l’UPS con PLC, HMI e supervisione
Un UPS industriale non dovrebbe limitarsi a fornire energia. Quando il modello lo consente, deve comunicare lo stato della rete, delle batterie e del sistema di continuità al PLC o alla supervisione.
Le informazioni più utili comprendono:
rete presente o assente;
funzionamento a batteria;
batteria scarica;
autonomia residua;
allarme generale;
bypass attivo;
sovraccarico;
batteria da controllare;
necessità di manutenzione.
La comunicazione può avvenire, in base al modello, attraverso contatti puliti, ingressi e uscite digitali, USB, Ethernet o protocolli industriali.
Alcuni sistemi DC UPS integrano interfacce PROFINET, Ethernet, OPC UA o strumenti di configurazione e diagnostica. Siemens, ad esempio, indica per alcune soluzioni SITOP la possibilità di integrazione nel TIA Portal e il monitoraggio dei parametri attraverso interfacce di comunicazione dedicate.
Questa integrazione permette al programma PLC di riconoscere il blackout e avviare una sequenza prestabilita. Il sistema può completare il ciclo in corso, memorizzare le variabili necessarie, arrestare gli attuatori, chiudere correttamente il software di supervisione e segnalare l’evento alla manutenzione.
Arresto controllato o continuità della produzione?
L’UPS può essere utilizzato con due obiettivi differenti: mantenere il processo operativo oppure eseguire un arresto sicuro.
La continuità completa richiede che tutti i componenti necessari alla produzione restino alimentati. Questa scelta può comportare potenze e autonomie elevate, soprattutto quando sono presenti motori, azionamenti, sistemi pneumatici o riscaldatori.
L’arresto controllato richiede invece energia sufficiente per:
rilevare la mancanza della rete;
interrompere l’avvio di nuovi cicli;
completare o sospendere la fase in corso;
portare gli organi mobili in posizione sicura;
salvare parametri, ricette e dati;
chiudere correttamente HMI e PC industriali;
disattivare ordinatamente il sistema.
In molti impianti l’arresto controllato rappresenta la soluzione più efficiente. Riduce la potenza richiesta all’UPS e limita l’autonomia al tempo realmente necessario per proteggere persone, macchina, prodotto e informazioni.
Cosa succede al riavvio della linea
Anche il ritorno della rete deve essere gestito correttamente. Un riavvio simultaneo e non coordinato può provocare picchi di corrente, perdita di comunicazione o condizioni incoerenti tra PLC, HMI, dispositivi di campo e azionamenti.
La logica di ripartenza dovrebbe verificare:
stabilità dell’alimentazione;
stato dell’UPS;
livello di carica minimo;
comunicazione tra i dispositivi;
posizione degli attuatori;
presenza delle condizioni di sicurezza;
corretta inizializzazione dei sistemi informatici;
eventuale necessità di conferma dell’operatore.
L’UPS non risolve automaticamente questi aspetti. Deve essere inserito in una strategia che comprenda programmazione PLC, logica di sicurezza e procedure operative.
Batterie UPS e affidabilità dell’automazione
La batteria determina per quanto tempo l’UPS può sostenere il carico quando manca la rete. Un sistema correttamente dimensionato ma dotato di batterie degradate può offrire un’autonomia molto inferiore rispetto a quella prevista.
Il degrado può dipendere da:
età;
temperatura elevata;
cicli di scarica frequenti;
tensione di ricarica non corretta;
squilibrio tra i monoblocchi;
serraggi e collegamenti difettosi;
ventilazione insufficiente;
lunghi periodi senza controlli.
La temperatura è particolarmente importante. Un ambiente caldo accelera l’invecchiamento delle batterie e può ridurre l’autonomia disponibile. Nell’approfondimento sulla temperatura delle batterie UPS analizziamo gli effetti del calore sulla durata e sull’affidabilità del banco.
Quando l’autonomia è affidata a più batterie, è necessario valutare anche la configurazione della stringa, l’uniformità dei monoblocchi e la corretta installazione. La guida sul dimensionamento delle batterie UPS descrive i principali fattori da considerare nel calcolo della capacità.
Manutenzione dell’UPS in un impianto produttivo
La manutenzione deve verificare che l’UPS sia realmente in grado di sostenere i carichi e non soltanto che risulti acceso.
Un controllo efficace comprende:
lettura e registrazione degli allarmi;
verifica della potenza assorbita;
controllo dello stato delle batterie;
esame di collegamenti e serraggi;
verifica della temperatura;
controllo di ventilatori e filtri;
prova del funzionamento a batteria;
verifica della comunicazione con PLC o supervisione;
controllo della sequenza di arresto;
aggiornamento della documentazione dell’impianto.
Una verifica sotto carico è particolarmente importante perché può evidenziare problemi che non risultano durante il normale funzionamento da rete. Il nostro approfondimento sull’audit energetico dell’impianto UPS spiega perché autonomia, batterie, ambiente e carico debbano essere controllati insieme.
La manutenzione preventiva permette inoltre di programmare la sostituzione delle batterie prima che la perdita di capacità provochi un fermo improvviso. Nella pagina dedicata alla manutenzione delle batterie UPS sono descritti i controlli essenziali per mantenere affidabile la riserva energetica.
Checklist per progettare la protezione UPS di una linea
La seguente tabella riassume le verifiche da eseguire prima di scegliere o modificare un UPS per PLC e controllo macchina.
Area da valutare
Cosa controllare
Rischio se trascurata
Azione consigliata
Carichi critici
PLC, I/O, HMI, rete, PC industriali e sensori essenziali
UPS sovradimensionato oppure componenti importanti non protetti
Separare controllo, comunicazione e potenza
Potenza reale
Watt, VA, corrente, spunti e condizioni di massimo utilizzo
Sovraccarico o spegnimento durante il blackout
Misurare il carico nelle condizioni operative reali
Autonomia
Tempo di continuità, arresto controllato o attesa del generatore
Spegnimento prima della conclusione della sequenza
Definire prima la strategia di emergenza
Ambiente
Temperatura, polvere, ventilazione, umidità e vibrazioni
Riduzione della vita delle batterie e guasti anticipati
Verificare i limiti ambientali del sistema scelto
Comunicazione
Contatti, Ethernet, protocolli e segnalazioni disponibili
Blackout non rilevato dal PLC e arresto non coordinato
Integrare allarmi e stato UPS nella logica macchina
Batterie
Capacità, età, temperatura, tensioni e comportamento sotto carico
Autonomia inferiore a quella prevista
Programmare test e manutenzione periodica
Riavvio
Sequenza di accensione e condizioni di sicurezza
Ripartenza incoerente o picchi di corrente
Programmare un riavvio graduale e controllato
Dove viene utilizzato un UPS PLC industriale
La protezione UPS dei sistemi di controllo può essere applicata in numerosi settori produttivi.
Linee di assemblaggio
Un’interruzione può lasciare componenti incompleti, pezzi bloccati o stazioni non sincronizzate. L’UPS mantiene attivo il controllo e permette di registrare correttamente lo stato della linea.
Macchine utensili e centri di lavoro
PLC, CNC, HMI e PC industriali possono richiedere tempo per salvare programmi, parametri e dati di lavorazione. Un arresto improvviso può rendere necessarie verifiche manuali prima della ripartenza.
Impianti di confezionamento
Le linee di confezionamento utilizzano sensori, nastri, sistemi di pesatura, marcatori, telecamere e controlli di qualità. La continuità del circuito di comando aiuta a evitare prodotti non tracciati o sequenze incomplete.
Robotica industriale
Un impianto robotizzato deve portare i sistemi in una condizione prevista dal progetto. L’UPS può mantenere attivi controllo, comunicazione e supervisione durante la procedura di arresto.
Processi continui
In alcuni processi chimici, alimentari o di trattamento, anche pochi secondi di interruzione possono alterare una fase produttiva. La continuità deve essere coordinata con strumentazione, valvole, controllori e sistemi di sicurezza.
Magazzini automatici
Trasloelevatori, convogliatori, sistemi WMS, scanner e reti industriali devono condividere informazioni coerenti. Un UPS può proteggere il controllo e la comunicazione anche quando i sistemi di movimentazione vengono arrestati. Per queste applicazioni è utile consultare anche la guida dedicata agli UPS per magazzino e logistica.
Errori da evitare nella protezione di PLC e automazione
Uno degli errori più frequenti consiste nel scegliere l’UPS soltanto in base alla potenza nominale. La potenza è importante, ma non descrive da sola l’affidabilità del sistema.
Devono essere evitati anche:
batterie scelte senza calcolo dell’autonomia;
UPS installato in un quadro troppo caldo;
mancata separazione tra controllo e potenza;
assenza di segnalazioni verso il PLC;
mancata prova della sequenza di arresto;
carichi aggiunti senza aggiornare il dimensionamento;
sostituzione delle batterie senza controllare il sistema di ricarica;
assenza di manutenzione preventiva;
riavvio automatico non coordinato;
documentazione elettrica non aggiornata.
Un UPS acceso non garantisce automaticamente una continuità reale. La protezione deve essere verificata nelle condizioni operative previste e con il carico effettivamente collegato.
Come scegliere la soluzione adatta alla linea produttiva
La scelta deve partire da un sopralluogo tecnico o da una raccolta completa dei dati dell’impianto.
È necessario conoscere:
schema elettrico del quadro;
tensioni utilizzate;
potenza dei carichi critici;
durata richiesta;
caratteristiche del PLC e dell’HMI;
sistemi di comunicazione presenti;
condizioni ambientali;
strategia di arresto;
presenza di gruppo elettrogeno;
possibilità di manutenzione senza fermare la produzione.
Quando analizziamo una linea, non valutiamo soltanto quale UPS installare. Verifichiamo anche se la configurazione delle batterie, il carico, l’ambiente e le procedure di manutenzione sono coerenti con la continuità richiesta.
Una soluzione corretta deve proteggere il processo senza introdurre nuovi punti critici. Deve inoltre poter essere controllata, manutenuta e provata durante tutta la vita dell’impianto.
Conclusione
Un UPS per PLC e linee di produzione protegge il cuore logico dell’automazione da blackout, microinterruzioni e anomalie della rete. Il risultato non dipende soltanto dalla potenza del gruppo di continuità, ma dalla corretta selezione dei carichi, dall’autonomia, dall’integrazione con il PLC, dallo stato delle batterie e dalla strategia di arresto.
Separare i circuiti di controllo dai carichi di potenza permette spesso di realizzare una protezione più efficiente. Il PLC, l’HMI, la rete industriale e i sistemi di supervisione possono restare attivi per completare il ciclo, salvare i dati o portare la macchina in sicurezza.
Per valutare un impianto esistente, verificare l’autonomia reale o dimensionare le batterie di un nuovo sistema industriale è possibile contattare Elettro Services & Equipment.
FAQ sugli UPS per PLC e linee di produzione
Un PLC ha sempre bisogno di un UPS?
Un PLC non necessita obbligatoriamente di un UPS in ogni applicazione. La protezione è però consigliata quando uno spegnimento improvviso può causare perdita di dati, arresti complessi, prodotti incompleti, tempi lunghi di ripristino o condizioni non sicure della macchina.
Quanto deve durare l’autonomia di un UPS PLC?
L’autonomia deve coprire il tempo necessario per superare una breve interruzione, completare una fase critica oppure arrestare correttamente il sistema. In alcune applicazioni bastano pochi minuti; in altre occorre attendere l’avvio di un gruppo elettrogeno o mantenere il controllo più a lungo.
È meglio utilizzare un UPS AC o un UPS DC a 24 V?
Un UPS DC può essere adatto quando PLC, moduli I/O, HMI e sensori funzionano a 24 V. Un UPS AC è utile quando devono essere protetti anche alimentatori, PC industriali e dispositivi a 230 V. In impianti complessi possono essere utilizzate entrambe le soluzioni.
Posso collegare anche motori e inverter allo stesso UPS?
È possibile soltanto dopo una verifica tecnica specifica. Motori e inverter possono richiedere potenze elevate, correnti di spunto e capacità di sovraccarico superiori rispetto ai circuiti di controllo. In molti casi è preferibile proteggere PLC e comandi, programmando l’arresto dei carichi di potenza.
Un UPS evita automaticamente il fermo della linea?
L’UPS mantiene alimentati i carichi collegati, ma non gestisce autonomamente il processo produttivo. La continuità o l’arresto controllato devono essere programmati nel PLC e coordinati con HMI, azionamenti, sistemi di sicurezza e procedure di riavvio.
Come può il PLC sapere che l’UPS sta funzionando a batteria?
In base al modello, l’UPS può comunicare attraverso contatti puliti, uscite digitali, USB, Ethernet o protocolli industriali. Il segnale di funzionamento a batteria può essere acquisito dal PLC e utilizzato per avviare una sequenza di emergenza.
Ogni quanto devono essere controllate le batterie dell’UPS?
La frequenza dipende dall’applicazione, dalla tecnologia delle batterie, dall’ambiente e dalla criticità dell’impianto. In un sistema produttivo è opportuno programmare controlli periodici, verifiche degli allarmi e prove sotto carico secondo le indicazioni del costruttore e il piano di manutenzione aziendale.
Cosa bisogna controllare se l’UPS spegne subito il PLC?
Bisogna verificare carico reale, stato e tensione delle batterie, sovraccarichi, allarmi, temperatura, cablaggi, circuito di ricarica e compatibilità dell’UPS con i dispositivi collegati. La semplice sostituzione delle batterie non risolve sempre il problema.